Tutto ciò a cui

pensiamo è

futuro

COLTIVARE PIANTE RESILIENTI IN MODO SOSTENIBILE

Quali sviluppi prevedono i ricercatori nel prossimo futuro? "Una delle cose che prevedo è la nutrizione di precisione" spiega Wim. Che cosa significa? Ce lo spiega Arca. "Invece di fornire ad ogni pianta lo stesso piano di concimazione e di irrigazione, indipendentemente dalle esigenze di ciascuna pianta, ci aspettiamo che integratori nutrizionali “individuali” diventino la norma. Così il produttore potrà miscelarli di conseguenza". Per quanto riguarda l’acqua, i due ricercatori prevedono principalmente l'uso di quella piovana unitamente a quella proveniente da fonti riutilizzabili e anche il ricorso all'acqua di scarico trattata e desalinizzata da utilizzare in maniera più ampia (anziché acqua di pozzo desalinizzata), oltre a un apporto di sostanze nutritive.

"Alcune sostanze nutritive come fosfato e potassio non sono rinnovabili e scarseggeranno. Passare da un'economia dei consumi a una comunità dedita al riciclaggio aiuterà i problemi di scarsità. Si pensi, ad esempio, all'estrazione di minerali dalle acque reflue. Oppure al riutilizzo in florovivaismo dell'azoto in eccesso dal letame usato in agricoltura".

E poi c'è la tecnologia! Un processo di misurazione totalmenet automatizzato con sensori e prelievo di campioni mediante robot, l'utilizzo dell'intelligenza artificiale per coltivare le piante da remoto, piani nutrizionali generati da computer, robot che fanno il "lavoro sporco" e droni e telecamere che supervisionano la serra in modo autonomo: tutto ciò sta diventando realtà.


DRONI E DATI

COLTIVARE OGGI IL FUTURO

Coltivare piante in modo sostenibile e a prova di futuro non è così difficile come potrebbe sembrare. Arca e Wim forniscono alcuni consigli pratici che puoi applicare da subito!

Usare concimi a cessione controllata (p. es. Osmocote Exact) in combinazione con la fertirrigazione. In questo modo possono variare gli apporti di sostanze nutritive tra i vari tipi di pianta in base alle loro esigenze, irrigandole tutte nello stesso momento. Dalla ricerca sulla coltivazione di orchidee è emerso che applicando concimi a cessione controllata nel substrato di coltivazione e il riutilizzando l'acqua di drenaggio (ricircolo) può aiutare a ridurre significativamente l’EC e la quantità totale di emissioni di azoto.

1

L’inizio di un piano di concimazione individuale parte dalla misurazione e osservazione della crescita della pianta, della sua salute e dell’ambiente in cui la pianta è coltivata. Una volta appurato sotto quali aspetti si differenziano le esigenze delle piante, è possibile modificare di conseguenza il piano di concimazione e di irrigazione. Così facendo si hanno rese più elevate, una concimazione più efficiente e piante più sane.

2

Impégnati a trovare la giusta combinazione che ti permetta la riduzione dell'impronta ambientale e rese sempre maggiori. Tieni conto di tutte le circostanze e di tutti gli elementi che consumano energia e cerca di modificarli. Osserva la serra, la ventilazione, i pannelli, il riscaldamento, l'irrigazione e la luce. Tutte questi accorgimenti sono opportunità per migliorare ulteriormente! Questa è la base del "The New Growing", il nuovo modo di coltivare.

3

Non lasciar ogni aspetto ai robot e ai dati! Coltivare piante con successo implica ancora affidarsi al talento delle persone. Utilizza tutta la tua conoscenza ed esperienza in termini di fisiologia e fisica vegetale. Riflettui su come crescono le piante e su come puoi aiutarle, creando circostanze e piani nutrizionali ottimali.

4

Ti presentiamo Arca Kromwijk e Wim Voogt, ricercatori scientifici della Wageningen University & Research, specializzati in florovivaismo in serra.

Da veri esperti di coltivazione floricola sono sempre un passo avanti. Tutta la loro ricerca si è sempre concentrata sull’individuazione di nuovi metodi di coltivazione e sul miglioramento di quelli convenzionali, con attenzione alla protezione dai parassiti e al contenimento dell'impatto ambientale. Con loro abbiamo affrontato il tema del florovivaismo in serra oggi e nel (prossimo) futuro.

 

SCORRI IN BASSO

Arca aggiunge: "Sotto questo aspetto, i concimi possono svolgere un ruolo importante pur non potendo fare miracoli, come invece alcuni pensano. Tuttavia, stiamo studiando una serie di sostanze nutritive che sembrano avere effetti positivi. Un esempio è il silicio, che rallenta lo sviluppo della muffa nelle piante di cetriolo, rosa e fragola. Un altro elemento importante è il calcio. Come abbiamo potuto riscontrare, una carenza di calcio nelle cellule vegetali può renderle più sensibili alla botrite. Un'aggiunta di calcio al piano nutrizionale può aiutare a gestire (ma non prevenire completamente) una malattia".

Per coltivare piante più resilienti un ruolo importante lo gioca  la gestione dell'umidità in serra:  i funghi in particolare prosperano in condizioni di caldo e umido. Oppure si possono introdurre nel sistema di coltivazione batteri positivi o nemici biologici. Alla Wageningen University & Research stanno anche valutando quanto la resilienza delle piante possa esser influenzata dalla presenza di microbi e funghi nel suolo. Nel corso del 2020 verrà tesata l’ipotesi che un apporto equilibrato di sostanza nutritiva nel terriccio (ad esempio concimi a cessione controllata anziché tradizionali) possa migliorare la varietà delle forme di vita presenti nel suolo e questo, a sua volta,  può aiutare  la salute delle piante.

LA SERRA DEL

2030

Nella sede della Wageningen University & Research di Bleiswijk (NL), da una delle serre filtra una luce rosa. "Benvenuti nella serra del 2030!" Wim sorride.

In un’epoca in cui  le normative sull'uso dei fitofarmaci sono sempre più rigorose e aumenta da parte della società la richiesta di  una riduzione dell'impronta ecologica, la prevenzione diventa un aspetto cruciale. Anziché contrastare le malattie delle piante o i parassiti con sostanze chimiche o altri metodi che consumano energia, la ricerca punta sulla prevenzione dei parassiti. "Quando si studia la resilienza, sono importanti due aspetti: la pianta e il suo ambiente. Le piante più forti sono meno soggette a parassiti, funghi e malattie e l'ambiente della pianta ha una forte influenza sulla sua salute" spiega Wim.

PIANTE RESILIENTI

Tutto ciò a cui

pensiamo è

futuro

COLTIVARE PIANTE RESILIENTI IN MODO SOSTENIBILE

Ti presentiamo Arca Kromwijk e Wim Voogt, ricercatori scientifici della Wageningen University & Research, specializzati in florovivaismo in serra.

Da veri esperti di coltivazione floricola sono sempre un passo avanti. Tutta la loro ricerca si è sempre concentrata sull’individuazione di nuovi metodi di coltivazione e sul miglioramento di quelli convenzionali, con attenzione alla protezione dai parassiti e al contenimento dell'impatto ambientale. Con loro abbiamo affrontato il tema del florovivaismo in serra oggi e nel (prossimo) futuro.

 

Quali sviluppi prevedono i ricercatori nel prossimo futuro? "Una delle cose che prevedo è la nutrizione di precisione" spiega Wim. Che cosa significa? Ce lo spiega Arca. "Invece di fornire ad ogni pianta lo stesso piano di concimazione e di irrigazione, indipendentemente dalle esigenze di ciascuna pianta, ci aspettiamo che integratori nutrizionali “individuali” diventino la norma. Così il produttore potrà miscelarli di conseguenza". Per quanto riguarda l’acqua, i due ricercatori prevedono principalmente l'uso di quella piovana unitamente a quella proveniente da fonti riutilizzabili e anche il ricorso all'acqua di scarico trattata e desalinizzata da utilizzare in maniera più ampia (anziché acqua di pozzo desalinizzata), oltre a un apporto di sostanze nutritive.

"Alcune sostanze nutritive come fosfato e potassio non sono rinnovabili e scarseggeranno. Passare da un'economia dei consumi a una comunità dedita al riciclaggio aiuterà i problemi di scarsità. Si pensi, ad esempio, all'estrazione di minerali dalle acque reflue. Oppure al riutilizzo in florovivaismo dell'azoto in eccesso dal letame usato in agricoltura".

E poi c'è la tecnologia! Un processo di misurazione totalmenet automatizzato con sensori e prelievo di campioni mediante robot, l'utilizzo dell'intelligenza artificiale per coltivare le piante da remoto, piani nutrizionali generati da computer, robot che fanno il "lavoro sporco" e droni e telecamere che supervisionano la serra in modo autonomo: tutto ciò sta diventando realtà.


DRONI E DATI

In un’epoca in cui  le normative sull'uso dei fitofarmaci sono sempre più rigorose e aumenta da parte della società la richiesta di  una riduzione dell'impronta ecologica, la prevenzione diventa un aspetto cruciale. Anziché contrastare le malattie delle piante o i parassiti con sostanze chimiche o altri metodi che consumano energia, la ricerca punta sulla prevenzione dei parassiti. "Quando si studia la resilienza, sono importanti due aspetti: la pianta e il suo ambiente. Le piante più forti sono meno soggette a parassiti, funghi e malattie e l'ambiente della pianta ha una forte influenza sulla sua salute" spiega Wim.

PIANTE RESILIENTI

Arca aggiunge: "Sotto questo aspetto, i concimi possono svolgere un ruolo importante pur non potendo fare miracoli, come invece alcuni pensano. Tuttavia, stiamo studiando una serie di sostanze nutritive che sembrano avere effetti positivi. Un esempio è il silicio, che rallenta lo sviluppo della muffa nelle piante di cetriolo, rosa e fragola. Un altro elemento importante è il calcio. Come abbiamo potuto riscontrare, una carenza di calcio nelle cellule vegetali può renderle più sensibili alla botrite. Un'aggiunta di calcio al piano nutrizionale può aiutare a gestire (ma non prevenire completamente) una malattia".

Per coltivare piante più resilienti un ruolo importante lo gioca  la gestione dell'umidità in serra:  i funghi in particolare prosperano in condizioni di caldo e umido. Oppure si possono introdurre nel sistema di coltivazione batteri positivi o nemici biologici. Alla Wageningen University & Research stanno anche valutando quanto la resilienza delle piante possa esser influenzata dalla presenza di microbi e funghi nel suolo. Nel corso del 2020 verrà tesata l’ipotesi che un apporto equilibrato di sostanza nutritiva nel terriccio (ad esempio concimi a cessione controllata anziché tradizionali) possa migliorare la varietà delle forme di vita presenti nel suolo e questo, a sua volta,  può aiutare  la salute delle piante.

LA SERRA DEL

2030

Nella sede della Wageningen University & Research di Bleiswijk (NL), da una delle serre filtra una luce rosa. "Benvenuti nella serra del 2030!" Wim sorride.

"In questa serra stiamo testando varie innovazioni per la coltivazione di piante in serra. Vogliamo azzerare le emissioni, i combustibili fossili e il controllo chimico delle piante. Ad esempio, stiamo usando una luce LED rossa/blu che irradia meno calore rispetto alle tradizionali luci HPS. Questo tipo di lampada è più efficiente da un punto di vista energetico e riduce la necessità di raffrescare il clima per avere temperature di coltivazione ideali. Un altro esperimento testa un approccio completamente nuovo per la coltivazione delle fresie coltivate fuori suolo su un letto di sabbia".

Altri accorgimenti sono  il riutilizzo del calore in eccesso, pannelli multipli per un isolamento ottimale, pompe di calore e una superficie di riscaldamento più ampia. In talune aree di ricerca, nella serra è stato introdotto un cosiddetto "esercito permanente": questi nemici naturali sono pronti ad attaccare qualsiasi parassita dalla sua insorgenza. "In questa serra futuristica succede di tutto!"

Greenhouse 2030 è un progetto finanziato dal Ministero dell'agricoltura, della natura e della qualità alimentare olandese e dal programma "Kas als energiebron" ("La serra come fonte di energia")

COLTIVARE OGGI IL FUTURO

Coltivare piante in modo sostenibile e a prova di futuro non è così difficile come potrebbe sembrare. Arca e Wim forniscono alcuni consigli pratici che puoi applicare da subito!

Usare concimi a cessione controllata (p. es. Osmocote Exact) in combinazione con la fertirrigazione. In questo modo possono variare gli apporti di sostanze nutritive tra i vari tipi di pianta in base alle loro esigenze, irrigandole tutte nello stesso momento. Dalla ricerca sulla coltivazione di orchidee è emerso che applicando concimi a cessione controllata nel substrato di coltivazione e il riutilizzando l'acqua di drenaggio (ricircolo) può aiutare a ridurre significativamente l’EC e la quantità totale di emissioni di azoto.

1

L’inizio di un piano di concimazione individuale parte dalla misurazione e osservazione della crescita della pianta, della sua salute e dell’ambiente in cui la pianta è coltivata. Una volta appurato sotto quali aspetti si differenziano le esigenze delle piante, è possibile modificare di conseguenza il piano di concimazione e di irrigazione. Così facendo si hanno rese più elevate, una concimazione più efficiente e piante più sane.

2

Impégnati a trovare la giusta combinazione che ti permetta la riduzione dell'impronta ambientale e rese sempre maggiori. Tieni conto di tutte le circostanze e di tutti gli elementi che consumano energia e cerca di modificarli. Osserva la serra, la ventilazione, i pannelli, il riscaldamento, l'irrigazione e la luce. Tutte questi accorgimenti sono opportunità per migliorare ulteriormente! Questa è la base del "The New Growing", il nuovo modo di coltivare.

3

Non lasciar ogni aspetto ai robot e ai dati! Coltivare piante con successo implica ancora affidarsi al talento delle persone. Utilizza tutta la tua conoscenza ed esperienza in termini di fisiologia e fisica vegetale. Riflettui su come crescono le piante e su come puoi aiutarle, creando circostanze e piani nutrizionali ottimali.

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